Per imparare a conoscere questo codice di lettura e scrittura tattile, basato su puntini a rilievo, abbiamo preparato in questa pagina un po' di materiali utili.
Ecco una breve presentazione scaricabile [260Kb] realizzata dai ragazzi che hanno partecipato al progetto di inserimento lavorativo nella Coop.
E per chi vuole impararlo, segnaliamo il corso online del CISAD dell'Istituto Cavazza di Bologna, e chi ha poco tempo può seguire il nostro corso in lezioni piccole piccole come pillole!
Il braille è un codice tattile di lettura e scrittura utilizzato
dai non vedenti. Ogni lettera si basa su una composizione di sei puntini
a rilievo organizzati in due colonne da tre punti ciascuna. Variando la
composizione dei punti si possono ottenere: lettere, numeri, punteggiatura,
simboli matematici e anche scrivere gli spartiti musicali.

Da checosa deriva il nome "braille"? Il nome del codice bralle deriva direttamente dal cognome di colui che lo ha ideato. Louis Braille, agli inizi dell’800, si ferì ad un occhio e, a causa dell’infezione che si estese anche all’altro, perse totalmente la vista. Braille fu inserito all’Istituto dei Ciechi di Parigi dove veniva utilizzato un sistema con lettere a rilievo che però non permetteva la scrittura. Così egli ideò il suo metodo di scrittura e lettura tattile, basato su puntini, che permise ai non vedenti di essere autonomi nello studio.

E da dove prese l’ispirazione per creare il suo metodo? Louis Braille prese spunto da un sistema già esistente ma poco noto: il codice Barbier, utilizzato soprattutto in campo militare. Questo sistema si basava sulla combinazione di 12 punti. Braille semplificò questo schema perché lo riteneva poco agevole per la percezione tattile dei non vedenti. Così ideò un codice basato solo su 6 punti. Fu questo il modello che cercò di diffondere all’interno dell’istituto dei ciechi di Parigi, che lui stesso frequentava, dove però vi era un sistema di lettura a rilievo già impiegato da tempo.
Quale fu l’impatto del nuovo codice?
Nell’Istituto dei ciechi di Parigi veniva utilizzato il metodo di
Valentin Hauy, che si basava sulla rappresentazione in rilievo delle normali
lettere in nero; quindi permetteva, ai non vedenti la sola lettura e non
la scrittura.
Il sistema di Braille, basato sulle diverse combinazioni dei 6 punti, non
fu ben accolto dal direttore dell’Istituto di Parigi. Nonostante facilitasse
anche la scrittura tattile.
Tra i due sistemi si creò una situazione di contrasto; Ma, grazie
agli stessi studenti, il metodo di Louis Braille riuscì a prendere
il sopravvento.
Come è diventato sistema ufficiale e diffuso?
Intorno alla metà dell’800 il sistema Braille si diffuse anche
in altri istituti per ciechi ad esempio quello di Losanna. Nel 1854 fu reso
ufficiale in tutta la Francia e in Portogallo; successivamente si diffuse
in tutti i paesi europei, anche se in alcuni casi subì qualche temporanea
modifica, come in Germana.
Con il congresso internazionale di Parigi tenutosi nel 1878 il sistema Braille
viene dichiarato metodo universale.
Come si scrive in braille? In passato si usavano
tavoletta e punteruolo o la dattilobraille.La
“dattiloBraille” è una macchina che a differenza delle
comuni macchine da scrivere, non ha un tasto per ciascun carattere, ma ha
solo nove tasti, sei dei quali corrispondono ai sei punti, più uno
per lo spazio, uno per tornare indietro di una posizione e uno per andare
a capo.
Oggi ci sono modelli elettronici (ad es. la Mountbatten) e anche la possibilità
di collegare stampanti braille al computer. Una bella comodità!
Abbiamo ricopiato in una tabella, tutti gli alfabeti braille del mondo!
Testo e contenuti di questa guida al braille sono a cura dei giovani che dal 2006 seguono il nostro progetto di inserimento lavorativo.