Accessibilità: Intervista di Francesca Martino a Silvia Dini

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Data: 15.02.2006 - 12:37

Parla Silvia Dini, della Cooperativa sociale David Chiossone, costituita dall'omonimo istituto per ciechi di Genova. La cooperativa si occupa in particolare dell'inserimento lavorativo dei disabili, raccogliendo una sfida: fare in modo che per i non vedenti lavoro non voglia dire solamente centralino telefonico. La rete e le nuove tecnologie informatiche potrebbero aprire scenari inediti, tutti da esplorare.

D. Quali sono le esigenze principali dei disabili, per un buon accesso all'informazione in rete?

R. La parte più fastidiosa, è anche quella più soggettiva, e quindi meno facile da risolvere con leggi e regolamenti tecnici. Ormai i ciechi hanno a disposizione strumenti informatici molto sofisticati, che riescono a leggere praticamente tutto quello che compare sullo schermo. Quindi tecnicamente quasi tutti i siti sono accessibili. Ma questo non vuol dire che siano usabili. Ci sono siti talmente dispersivi, talmente disordinati, che risultano esasperanti. Una persona non vedente prima di raggiungere il contenuto deve analizzare quello che ha davanti, orientarsi. Se non riesce a farlo, difficilmente andrà oltre.

D. Stiamo parlando della fase due della Legge Stanca, quella che prevede una verifica soggettiva della reale usabilità dei siti web?

R. Si, esatto, nella legge la verifica dell'usabilità è prevista in un passo successivo. In realtà la cosa fondamentale da tenere in considerazione è che un sito usabile, cioè ben costruito e organizzato, è un sito migliore non solo per disabili. Per esempio sono di aiuto a persone non alfabetizzate all'informatica, oppure anziani, stranieri... e comunque sono più piacevoli per tutti.

D. Prendiamo in considerazione alcuni elementi tecnici un po' controversi. Ad esempio, la pagina fluida...

R. Sicuramente è un elemento che facilita gli ipovedenti, che ingrandiscono i caratteri a video. La pagina fluida riesce ad adattarsi meglio senza scompaginare il layout. Il problema dell'ipovedente è che spesso non si accorge di che cosa manca. Le barre di scorrimento orizzontali sono molto fastidiose, perché magari non le vede nemmeno. Certamente anche nella navigazione, come in tutte le cose della vita, ognuno trova le proprie strategie "di sopravvivenza". E quindi impara come affrontare e superare le varie barriere che si trova davanti. Per quanto riguarda il computer, è ovvio che le persone più giovani ed esperte riescono a cavarsela meglio anche con siti non accessibili.

D. E il problema dei colori? Le formule individuate nella normativa sono state contestate

R. La legge indica una media, che in quanto media statistica è per forza di cose imperfetta, non va bene a tutti. Ma non ci sono molte alternative, se si decide di fare un testo di legge su queste cose. Io consiglio di fare una prova empirica, semplice ma abbastanza efficace: guardare la pagina in bianco e nero. Se si legge ancora è già un'indicazione che il contrasto è sufficiente. Non bisogna dimenticare che però i colori hanno un ruolo importante. Per un ipovedente ad esempio servono per identificare al volo le diverse aree di sito. E qui si vede come la tecnica e l'usabilità dei contenuti di nuovo si intersecano e non possono prescindere l'una dall'altra.

D. Il formato pdf?

R. Diciamo che è uno dei formati più difficili, ma può cambiare molto a seconda di come è fatto. Seguendo certi criteri si può fare un lavoro comunque decente...

D. Che lavoro svolge la cooperativa esattamente?

R. La nostra cooperativa ha per scopo l'inserimento lavorativo dei disabili, e non solo visivi. La nostra idea è di sfruttare le nuove tecnologie come un'opportunità nuova di lavoro, anche per uscire dal luogo comune che vede il non vedente lavorare solo come centralinista. Noi lavoriamo come consulenti di enti e aziende, a cui analizziamo e testiamo i siti web sotto il profilo dell'accessibilità. Abbiamo lavorato per esempio per l'Unione Italiana Ciechi, per la Banca di Novara, per il Ted 2005 che si è tenuto a Genova. Adesso invece abbiamo "sotto torchio" il sito della Regione Liguria, con cui collaboriamo spesso. Poi facciamo anche opere editoriali, cd rom o siti web. E ora, con la legge Stanca, ci proponiamo ovviamente come valutatori per la verifica soggettiva, per la quale abbiamo già allestito il gruppo di lavoro, come previsto dal regolamento.

Replica del 16 febbraio 2006 (errata-corrige)

Inserito da silvia il 16.02.2006 - 09:53

Un'errata/corrige prima che lo faccia qualcun altro: l'UIC e la Banca di Novara vanno intesi come esempi di attenzione dedicata ai disabili già da tempo, e non come collaborazione, come riportato nel testo. Sul nostro sito, www.chiossone.net [www.chiossone.net], abbiamo la lista completa delle collaborazioni che in questo primo anno di vita abbiamo già effettuato. Va doverosamente aggiunta invece la partecipazione alla sperimentazione di tecnologie recenti ed innovative per favorirre l'accesso al web, quali WAT (Web Adaption Technology) di Asphi e IBM, e soprattutto il progetto Navigabile di Fondazione Accenture e Don Gnocchi www.navigabile.it
Grazie a tutti, lettori ed editore, e soprattutto a Francesca Martino, per la sensibilità dimostrata e per l'attenzione dedicata a questo tema così importante!!!! Silvia Dini


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